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.Corriere Romagna

Conselice, l’azienda Cm più forte di due alluvioni: “Vogliamo farcela, nonostante tutto”

La Cm di Conselice non demorde e si sposta di pochi chilometri per portare avanti una commessa milionaria.

Dopo che la prima alluvione aveva distrutto i macchinari da industria 4.0 appena messi in opera, dopo che la seconda aveva reso inaccessibile il punto produttivo per dodici giorni. Ha avuto danni per oltre cinque milioni tra i due eventi, con l’acqua che non si decideva a defluire. Ma non si ferma, quest’azienda romagnola vocata all’export, avendo la capacità di mettere in campo un tipo di prodotto richiestissimo soprattutto nel Nord Europa. Costruisce veicoli per stendere l’asfalto, ma dal grande valore aggiunto tecnologico. Perché sono minuti, agili e – su richiesta – azionati da motore elettrico. Adattissimi quindi nei centri urbani a traffico limitato, nelle aree ospedaliere, scolastiche o di accoglienza degli anziani: «Ripartiamo con grinta – spiega l’ad e presidente, Gaetano Castiglione – e sperando di richiamare, gradualmente, tutti i lavoratori in un primo momento messi in cassa integrazione. Montatori e magazzinieri sono già in officina».

Sì, perché la Cm, che in via della Cooperazione ha 8mila metri quadrati di superficie coperta, si stringe in 500 metri in quel di Mordano: «Una soluzione transitoria, grazie all’opportunità speciale offerta da un’impresa, anche con il sostegno di Cna. Così però abbiamo fatto ripartire l’assemblaggio. Poi, con l’affitto di saldatrici, sta ripartendo la carpenteria, che a luglio sarà a regime quando arriveranno le nuove. Entro l’anno speriamo di essere a punto anche con la lavorazione delle macchine utensili e nel frattempo ci affidiamo a subfornitori esterni». Perché Cm vuole consegnare intanto dodici macchine, ma nel prossimo triennio onorare la commessa avuta «attraverso il nostro distributore estero, Vögele, realtà della Wirtgen Group che afferisce alla John Deere company: si tratta di un totale di 600 macchinari. Vogliamo farcela, nonostante tutto». Ora però spera in un «ristoro sostanziale. Sia fatta una severa ricognizione, ma penso che cittadini e imprese possano chiedere a testa alta e senza urlare un sostegno per andare avanti. Poi serve prevenzione – conclude Castiglione -, perché l’evento sarà stato eccezionale, ma l’angoscia rimane».